Intervista a Luciano Jorio

Far vivere un’azienda meccanica, evoluta e informatizzata, per oltre 40 anni, qual è il segreto?
Mi viene da rispondere in due parole: flessibilità e fortuna! In realtà il discorso è molto più articolato: devo essere grato a mio padre Ferruccio Agostino che mi ha dato l’opportunità di continuare un percorso da lui iniziato con grande impegno, visione imprenditoriale, umiltà e spirito di sacrificio. Ha avuto fiducia delle mie intuizioni e ha incominciato lui stesso un processo di formattazione dell’azienda che oggi, da meccanica si è trasformata in meccatronica. L’informatica ha cambiato molti equilibri, il mercato poi sappiamo tutti quanto sia ciclico, per questo io tendo a privilegiare un approccio imprenditoriale dove vi sia una visione aperta e dinamica, piuttosto che puntare ad un processo esecutivo che di per se è statico e allergico ai cambiamenti.

Com’è cambiato il vostro modo di relazionarvi con un mercato sempre più parcellizzato e frenato dalla concorrenza straniera? Cosa differenzia oggi la Jorio Srl rispetto ai competitor?
Il nostro modo di “stare” sul mercato si è evoluto nel corso degli anni grazie anzitutto alla decisione di legare la meccanica all’informatica, questo ci ha consentito di evolvere in tecniche e in competenze realizzando, anche attraverso una creativa progettazione, prodotti di qualità. Siamo un’azienda flessibile che cerca, nell’innovazione e nella visione progettuale, la differenziazione rispetto ai competitor. Non eseguiamo solamente, noi viviamo il prodotto come fosse nostro e trasferiamo il know-how che ci appartiene, rendendo di fatto unico il nostro approccio.

Chi vi cerca, trova che cosa? Ottiene quali risposte? Soprattutto ritorna da voi?
Chi ci cerca, anzitutto ci trova! Incontra professionisti capaci di ascoltare e disponibili a realizzare soluzioni diverse, con la flessibilità e la mentalità di chi fa impresa e non esegue solamente.

Progettiamo ed eseguiamo delle lavorazioni con una modalità che non è mai stata standardizzata, ogni pezzo per noi non è solo un incastro, è molto di più, è un ingranaggio che deve far funzionare tutto il resto, per questo ci mettiamo anche “del nostro” e non solo la tecnologia e l’esecutività. Coloro con cui abbiamo iniziato un percorso di collaborazione, sono tutt’oggi ancora nostri clienti: questo denota quanto la nostra azienda sia seria, affidabile, competitiva e innovativa.

Cosa vuol dire fare l’imprenditore ad Ivrea, la città dell’Olivetti e del grande visionario Adriano?
E’ una sfida continua, che necessita di una grandissima forza d’animo: le cose si realizzano se si crede in se stessi e nelle proprie potenzialità. Fare impresa nella terra di Adriano Olivetti è ancora oggi un privilegio, almeno io la vivo così. Chi guida un’impresa deve avere coraggio, possedere una visione manageriale ampia e illuminata, essere un bravo storico, un team leader e deve intuire i momenti giusti per agire.

Un consiglio a chi oggi vorrebbe diventare imprenditore?
Di essere decisore, di avere il giusto temperamento nel prendere decisioni importanti senza tornare indietro. La tenacia, l’onestà intellettuale, la competenza e la visione arricchiscono, un po’ di fortuna completa poi il processo. Tengo a sottolineare un concetto a me molto caro: quando parlo di flessibilità, mi riferisco certamente alla capacità di guardare avanti, di non aver paura di agire, ma anche sapere come gestire i cambiamenti nel corso di un processo, cosa che può accadere e che a volte può rallentare o addirittura pregiudicare il risultato.